+39 0434 247417
·
studiolegale@brusafiera12.it

Bancarotta fraudolenta documentale: la pluriennale esperienza imprenditoriale dell’imputato non è sufficiente per giungere alla condanna

In accoglimento del ricorso proposto dallo Studio Legale Brusafiera12, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 42370/2023 ha da un lato ribadito come la bancarotta fraudolenta documentale non possa avere ad oggetto il bilancio, dall’altro ha affermato il principio secondo cui l’elemento psicologico del reato contestato richiede il rigoroso accertamento della volontà dell’imputato di rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio e dei movimenti degli affari societari; volontà che non può desumersi – come le corti di merito avevano precedentemente fatto – esclusivamente valorizzando la pluriennale esperienza imprenditoriale dell’imputato. Ne è derivata la riqualificazione del fatto in bancarotta semplice e il conseguente annullamento della sentenza impugnata per essersi il reato estinto per prescrizione.

Interessante anche il principio processuale espresso nella sentenza in commento, ove è stato evidenziato come l’inammissibilità del ricorso proposto da altro difensore per altro coimputato nel medesimo reato non impedisce anche per costui la declaratoria di estinzione del reato prescrizione poiché “qualora un diverso impugnante abbia proposto un valido atto di gravame l’effetto estensivo dell’impugnazione produce i suoi effetti anche con riferimento all’imputato non ricorrente o il cui ricorso sia inammissibile”.