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Intelligenza artificiale: le due novità di agosto 2026 per le imprese

Agosto 2026 segna un passaggio importante nel percorso di regolamentazione dell’intelligenza artificiale.

Per le imprese, in particolare, sono due le novità da tenere sotto osservazione: l’entrata in operatività di nuovi obblighi dell’AI Act e l’estensione della responsabilità 231 ai rischi connessi all’utilizzo dell’IA.

1. Dal 2 agosto diventano operativi nuovi obblighi dell’AI Act

Dal 2 agosto 2026 diventano operativi, tra gli altri, gli obblighi relativi ai modelli di IA per uso generale (GPAI), insieme alle previsioni in materia di governance dei modelli e alfabetizzazione all’IA.

Per le aziende è quindi necessario:

  • mappare i sistemi di IA utilizzati, anche quando forniti come servizio o integrati in altri software;
  • individuare il ruolo dell’impresa nella catena del valore (provider o deployer);
  • verificare gli obblighi applicabili ai modelli GPAI;
  • definire responsabilità e presidi organizzativi;
  • assicurare adeguata formazione e alfabetizzazione sull’IA del personale;
  • aggiornare, ove necessario, policy, informative, contratti con i fornitori e sistemi di controllo interno.

Particolare attenzione meritano i modelli GPAI a impatto sistemico, per i quali sono previsti obblighi rafforzati in materia di sicurezza, red-teaming e segnalazione degli incidenti.

In sintesi: per le imprese che utilizzano o sviluppano IA, agosto 2026 rende ancora più urgente passare da un approccio sperimentale a una vera governance aziendale dell’IA.

2. L’IA entra nel perimetro della responsabilità 231

La seconda novità riguarda il D.Lgs. 231/2001.

Il disegno di legge di adeguamento dell’ordinamento italiano all’AI Act, approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri e destinato alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale secondo il materiale allegato, introduce nel catalogo dei reati-presupposto nuove fattispecie connesse all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Tra queste assume particolare rilievo il nuovo art. 437-bis c.p., relativo all’omessa adozione delle misure tecniche di sicurezza previste per la progettazione, l’addestramento, la produzione, l’immissione sul mercato o l’utilizzo professionale di sistemi di IA ad alto rischio.

La nuova disciplina prevede inoltre:

  • l’inserimento della fattispecie nell’ambito della responsabilità degli enti;
  • sanzioni pecuniarie a carico dell’ente;
  • possibili sanzioni interdittive, nei casi previsti;
  • rilevanza, nell’ambito della catena del valore, dei diversi soggetti coinvolti nello sviluppo e nell’utilizzo dei sistemi di IA ad alto rischio.

Il materiale evidenzia, inoltre, l’introduzione di una specifica disciplina penale per la diffusione illecita di contenuti generati o manipolati con IA (deepfake).

Cosa devono fare le imprese

Le due novità rendono opportuno intervenire tempestivamente sul sistema di compliance aziendale:

1. Mappatura → censire i sistemi di IA utilizzati e valutarne il livello di rischio.
2. Governance → individuare ruoli, responsabilità e controlli.
3. Modello 231 → valutare l’aggiornamento del Modello Organizzativo e dei flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza.
4. Personale → predisporre informazione e formazione sull’utilizzo dell’IA.
5. Contratti → verificare responsabilità e obblighi dei fornitori di tecnologie IA.
6. Trasparenza → aggiornare informative, privacy policy e comunicazioni verso lavoratori, clienti e utenti.

Il messaggio per le imprese è chiaro: l’IA non è più soltanto una questione tecnologica. È ormai anche una questione di compliance, organizzazione e responsabilità dell’ente. Un sistema di governance dell’IA adeguatamente documentato diventa quindi parte integrante del sistema di controllo aziendale.

AVV. CHIARA MALTESE