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La legge 104 si rinnova dopo oltre 30 anni. Dal 1° gennaio 2026 arriverà la legge 106

Entrata in vigore il 9 agosto 2025, la legge 106/2025, che aggiorna e integra la storica l. 104/1992 (legge quadro sulla disabilità) eleva le tutele già previste, ampliandone l’orizzonte applicativo e costituendo un significativo potenziamento del sistema di protezione per i lavoratori affetti da gravi patologie.

Analizziamo insieme i punti salienti di questa importante modifica legislativa.

La prima novità riguarda l’ampliamento dei permessi retribuiti per cure mediche.

A partire dal 1° gennaio 2026 i lavoratori dipendenti affetti da patologie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce, malattie invalidanti o croniche (anche rare) con un grado di invalidità minima pari al 74%, potranno godere di 10 ore aggiuntive l’anno di permesso (oltre ai tre giorni mensili già previsti dalla legge 104). La disposizione si applica anche ai genitori di figli minori con invalidità certificata pari o superiore al 74%. Le ore supplementari, destinate a visite mediche, esami diagnostici, trattamenti terapeutici e medici, si sommano ai benefici già esistenti e operano sia per il settore pubblico che per quello privato, garantendo copertura contributiva piena.

La seconda importante novità riguarda l’introduzione del congedo straordinario fino a 24 mesi per i lavoratori con disabilità grave o malattie invalidanti, riconosciute dietro certificazione del medico di medicina generale o di uno specialista operante in struttura sanitaria pubblica o privata accreditata. La misura consente la conservazione del posto di lavoro, ma non prevede una retribuzione accessoria o di base.

Il congedo è fruibile continuativamente o in modo frazionato a decorrere dopo l’esaurimento di altri periodi di assenza già eventualmente riconosciuti dai CCNL. Al termine dei 24 mesi, chi ha usufruito dell’agevolazione sarà privilegiato nell’accesso alle forme di lavoro agile (smart working) per un rientro graduale. Sul tema, l’INPS ha precisato che durante il congedo non matureranno ferie, tredicesime o ratei di TFR. Sono conservati i periodi di anzianità contributiva. L’assenza di un sostegno economico tuttavia rappresenta una soglia critica a vantaggio di nuclei familiari meglio strutturati economicamente.

Terzo elemento di riforma sostanziale riguarda i lavoratori autonomi e i soggetti in possesso di partita IVA. Queste categorie, storicamente escluse dalla legge 104, rientreranno nel sistema di tutele, sebbene in forma ridotta. I professionisti, infatti, se affetti da malattie oncologiche o invalidanti, potranno sospendere la propria attività per un massimo di 300 giorni, conservando la posizione previdenziale e contributiva.

Non è previsto un sostengo economico, che invece è regolato autonomamente dalle casse di previdenza.

Tema importante e collaterale e finale riguarda la condizione dei caregiver e delle detrazioni fiscali per i familiari a carico.

La Legge di Bilancio 2025, approvata definitivamente dal Senato il 28 dicembre 2024, ha modificato le detrazioni fiscali per i familiari a carico. A partire dal primo gennaio 2025, la detrazione per figli a carico di età pari o superiore a 21 anni e inferiore a 30 anni ammonta a 950 euro. Per i figli con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/1992, la detrazione di 950 euro spetta senza limiti di età, rappresentando un significativo ampliamento rispetto alla disciplina precedente. L’Agenzia delle Entrate ha spiegato, attraverso la circolare numero 4/E del 16 maggio 2025, che le detrazioni si applicano anche ai figli affiliati e ai figli del coniuge deceduto conviventi con il contribuente. La misura fiscale si affianca alle tutele lavorative nel tentativo di alleggerire il carico economico delle famiglie che si occupano di persone con disabilità.

Accanto alle detrazioni, la bozza della Legge di Bilancio 2026 ha istituito un fondo specifico per i caregiver familiari, destinato al finanziamento di iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e assistenza. Il fondo, come riportato dalla bozza della manovra, prevede una dotazione di 1,15 milioni di euro nel 2026 e 207 milioni di euro annui a decorrere dal 2027. Le risorse dovrebbero finanziare interventi legislativi finalizzati alla definizione della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità e al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale. La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha sottolineato l’importanza della misura per dare finalmente un riconoscimento istituzionale a una figura centrale ma spesso invisibile del welfare italiano. Il 2026 dovrebbe rappresentare un anno di transizione durante il quale il governo definirà una normativa organica per il settore dell’assistenza domiciliare.