La libertà di espressione rappresenta uno dei diritti fondamentali riconosciuti dagli ordinamenti democratici e trova tutela nell’articolo 21 della Costituzione italiana e nell’articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Tuttavia, tale diritto non ha carattere assoluto e può incontrare limiti quando entra in conflitto con altri interessi giuridicamente rilevanti.
Negli ultimi anni la crescente centralità dei social network e delle piattaforme digitali ha posto una questione sempre più attuale: le regole tradizionalmente applicate agli spazi pubblici possono estendersi anche al mondo digitale?
Social network come spazio pubblico
La giurisprudenza europea si sta orientando verso un riconoscimento sempre più ampio del web quale luogo di espressione pubblica. Social network, blog e piattaforme digitali rappresentano oggi strumenti attraverso i quali i cittadini esercitano il proprio diritto di critica, partecipano al dibattito pubblico e diffondono opinioni.
Ciò significa che i contenuti pubblicati online beneficiano delle garanzie previste per la libertà di manifestazione del pensiero. Tuttavia, il fatto che una piattaforma digitale costituisca uno spazio di espressione non implica che qualsiasi contenuto sia automaticamente legittimo.
Il confine tra critica e contenuti illeciti
La critica, anche severa nei confronti di istituzioni, amministrazioni pubbliche o soggetti privati, gode di una tutela particolarmente ampia, soprattutto quando riguarda questioni di interesse generale.
Diverso è il caso in cui il linguaggio utilizzato superi determinati limiti e assuma caratteristiche quali:
* contenuti osceni o gravemente offensivi;
* incitamento all’odio;
* istigazione alla violenza;
* discriminazione;
* diffamazione;
* linguaggio volto esclusivamente ad aggredire o umiliare.
In tali circostanze le autorità possono adottare misure limitative purché rispettino criteri di proporzionalità e siano previste dalla legge.
L’orientamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
Secondo l’orientamento consolidato della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, le limitazioni alla libertà di espressione possono risultare legittime quando perseguano finalità di interesse generale, come la tutela dell’ordine pubblico o dei diritti altrui.
La valutazione non riguarda soltanto il contenuto delle parole utilizzate, ma considera anche il contesto nel quale esse vengono diffuse: il tono del messaggio, il destinatario, la capacità di diffusione del contenuto e gli effetti potenzialmente prodotti.
Un elemento particolarmente rilevante nel contesto digitale è rappresentato dagli algoritmi delle piattaforme, che possono amplificare rapidamente la diffusione di contenuti lesivi o pericolosi.
Quali implicazioni pratiche per cittadini e imprese
L’utilizzo quotidiano dei social network porta spesso a sottovalutare il fatto che un contenuto pubblicato online possa avere conseguenze giuridiche concrete.
Commenti, video, post o messaggi apparentemente informali possono esporre l’autore a responsabilità civili o penali quando ledano diritti di terzi o violino norme vigenti.
Per cittadini, professionisti e aziende diventa quindi essenziale distinguere tra esercizio del diritto di critica e comportamenti potenzialmente illeciti.
Avv. Chiara Maltese e Avv. Lorenzo Marcon

