Entrano in vigore le disposizioni sulla trasparenza salariale
Dal 7 giugno 2025 entrano in vigore importanti novità in materia di trasparenza retributiva e parità di trattamento tra uomini e donne. Il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sulla pay transparency introduce nuovi obblighi per i datori di lavoro e rafforza gli strumenti di contrasto alle discriminazioni salariali.
L’obiettivo della riforma è favorire una maggiore equità nelle retribuzioni, rendendo più trasparenti i criteri di determinazione degli stipendi e facilitando l’emersione di eventuali differenze retributive non giustificate.
Le principali novità per le aziende
1. Maggiore trasparenza nelle offerte di lavoro
I candidati dovranno ricevere informazioni chiare sul trattamento economico previsto per la posizione, già nelle prime fasi del processo di selezione.
Tra le novità più rilevanti:
obbligo di comunicare la retribuzione iniziale o la relativa fascia retributiva;
divieto di richiedere informazioni sulle retribuzioni percepite nei precedenti rapporti di lavoro;
maggiore attenzione alla neutralità delle procedure di selezione e valutazione.
Queste misure intendono garantire che la determinazione della retribuzione avvenga sulla base delle competenze e delle responsabilità richieste, evitando che eventuali disparità pregresse si perpetuino nel tempo.
2. Diritto dei lavoratori all’informazione
I dipendenti potranno ottenere informazioni sui criteri utilizzati per determinare retribuzioni, progressioni economiche e percorsi di carriera.
Le aziende dovranno essere in grado di dimostrare che eventuali differenze salariali siano fondate su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori.
3. Obblighi di rendicontazione
Per le imprese di maggiori dimensioni vengono introdotti specifici obblighi di monitoraggio e comunicazione relativi al divario retributivo di genere.
Qualora emergano differenze significative non giustificate, il datore di lavoro potrà essere chiamato ad adottare misure correttive e a svolgere valutazioni congiunte con le rappresentanze dei lavoratori.
Privacy e gestione dei dati: una sfida soprattutto per le PMI
L’aumento degli obblighi informativi comporta inevitabilmente una maggiore circolazione di dati relativi alle retribuzioni e all’organizzazione del personale.
Per questo motivo le imprese, in particolare le piccole e medie aziende, dovranno prestare particolare attenzione agli aspetti di protezione dei dati personali.
Tra gli adempimenti che meritano una verifica preventiva:
aggiornamento delle informative privacy;
revisione dei processi di gestione del personale;
definizione delle modalità di accesso alle informazioni retributive;
individuazione delle basi giuridiche per il trattamento dei dati;
aggiornamento di policy interne e registri dei trattamenti
L’equilibrio tra trasparenza e tutela della riservatezza rappresenta uno dei principali profili applicativi della nuova disciplina.
Quali rischi per le aziende?
La mancata osservanza dei nuovi obblighi può comportare:
contenziosi in materia di discriminazione retributiva;
richieste di risarcimento del danno;
sanzioni amministrative;
danni reputazionali;
maggiori difficoltà nella gestione delle relazioni sindacali e del personale.
Diventa quindi fondamentale per le imprese effettuare una verifica preventiva delle proprie procedure interne, dei sistemi di inquadramento e delle politiche retributive.
Come prepararsi
Le aziende dovrebbero avviare quanto prima un percorso di adeguamento che comprenda:
1. analisi delle politiche retributive esistenti;
2. verifica dell’eventuale gender pay gap;
3. revisione dei processi di recruiting e selezione;
4. aggiornamento della documentazione privacy;
5. formazione di HR, management e responsabili di funzione;
6. predisposizione di procedure per la gestione delle richieste informative dei dipendenti.
Conclusioni
La nuova disciplina sulla trasparenza retributiva rappresenta un cambiamento significativo nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratori. Le imprese sono chiamate a garantire maggiore chiarezza nella determinazione delle retribuzioni, prevenire discriminazioni e, allo stesso tempo, gestire correttamente gli aspetti legati alla protezione dei dati personali.
Per le aziende, l’adeguamento non costituisce soltanto un obbligo normativo, ma anche un’opportunità per rafforzare la fiducia dei dipendenti, migliorare la governance interna e promuovere una cultura organizzativa orientata all’equità e alla trasparenza.
Lo Studio è a disposizione per assistere imprese e datori di lavoro nell’analisi degli impatti della nuova normativa, nell’adeguamento delle procedure interne e nella gestione degli adempimenti in materia di lavoro e privacy.
